• Libro Blueindustry#9 – on the hub

    Blueindustry#9 – on the hub ha preso forma attraverso i “pranzi al buio con menti straordinarie”, una serie di incontri al buio, durante i quali professionisti provenienti da svariati settori si sono confrontati raccontando le proprie storie professionali, riflettendo sul significato del proprio mestiere, guardando con stupore al grande mutamento cui hanno l’occasione di contribuire. …..

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  • Gli incontri

    Sette incontri straordinari. Sette occasioni per scoprire nuovi modi per dare significato al verbo lavorare.. Uno al mese, intorno a un hub, per pranzo. Si incontreranno: Editori visionari. Imprenditori generosi. Architetti che pensano riviste. Manager che tengono i sogni per mano. Chef usciti da blade runner. Riempitori di spazi vuoti. Disegnatori di percorsi lenti. Progettisti …..

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  • Il progetto

    Per molto tempo non abbiamo fatto altro che lavorare. E abbiamo costruito tanto. Anche troppo. Adesso vogliamo prenderci del tempo per farci delle domande. Perché lavoriamo? Cos’è il lavoro oggi?

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  • Hub

    Una postazione di lavoro relazionale, personalizzabile e configurabile sulle proprie esigenze, figlia di quell’abitacolo che Bruno Munari aveva immaginato per coniugare e scandire le attività della giornata.

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A PROJECT OF:

Verticalizzazione dei processi produttivi, total design e tecnologia sono alla base di un’attività imprenditoriale ai massimi livelli. Un gruppo leader nella produzione di arredi ufficio, sistemi fonoassorbenti, pannelli in mdf e truciolare e laminati. Più di un secolo di storia per un marchio che oggi è all’avanguardia nella ricerca e nello sviluppo di prodotti innovativi, nella gestione ambientale e nell’impegno per la curatela del proprio patrimonio storico.

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Matteo Ragni, classe 1972, due volte Compasso d’Oro con Giulio Iacchetti. Nel 2008 ha fondato TobeUs, marchio di macchinine in legno prodotte artigianalmente in Italia. Oggi il suo studio si occupa di art direction, product design e design strategico. Ha vinto numerosi premi internazionali e “Moscardino”, uno dei primi prodotti, è parte della collezione permanente del MoMa. All’attività di designer affianca quella di docente, di art director e architetto.

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Sala Stampa

Sala Stampa

On the Hub avviene ogni mese presso la Milano Design Factory. Per ricevere i nostri comunicati stampa, il calendario aggiornato, le foto in alta risoluzione e tutte le novità iscriviti alla nostra press list o contatta il nostro Ufficio Stampa.

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Guest Quotes

  • “Noi stiamo abbracciando dall’inizio il tema della comprensione di cos’è un luogo di lavoro, cos’è un luogo. È il tema della convergenza dello spazio fisico e dello spazio virtuale dell’ibridazione dei diversi spazi. Il nostro scopo prevalente è questo, non essere tanto designer, quindi progettare, ma sostenere e gestire places in cui diamo forza all’engagement delle persone.”

    Daniele Di Fausto
  • “Durante le ore di lavoro do per scontato che stai lavorando, se non ti trovo vuol dire che lo stai facendo da un’altra parte. La gente vuole avere la libertà. la libertà ha molto più valore del soldo. E il fatto di poter dare un contributo fra vita professionale e vita privata è molto apprezzato.”

    Alberto Cannistra
  • “Edifici che non partono da una forma estetica ma da un concetto del modo di vivere quel tipo di edificio. In modo da potersi trasformare velocemente. Non è la forma che condizioni le scelte dello spazio, ma è l’idea che genera lo spazio.”

    Andrea Maffei
  • “Per la prima volta le aziende incontrano il pubblico davvero, attraverso i social. Ho scoperto che gli editori non hanno idea di chi siano i loro lettori. Ho scoperto giornalisti in crisi perché si sono resi conto che i loro lettori non li capiscono. Continuiamo a pensare che sia colpa del mezzo. Ma in realtà oggi abbiamo a che fare con le persone vere, non immaginate. E forse non sono davvero come ce le aspettiamo.”

    Mafe De Baggis
  • “Portare il teatro nella finanza, le arti visive nelle aziende energetiche, il linguaggio riparativo nelle banche… Rompere le barriere è stato molto interessante ma difficile. Ma abbiamo cercato, e trovato, manager disposti a prendersi il rischio. E ha funzionato.”

    Valeria Cantoni
  • “Noi siamo editori, ma non ho mai fatto un’esperienza in un’azienda editoriale. Ho fatto molti errori che un editore non ha mai fatto, ma ho fatto anche molte cose che un editore non ha mai fatto. Le innovazioni nascono al di fuori del settore su cui vanno a impattare.”

    David Pambianco
  • “Credo che la comunicazione debba essere basata sull’incontro fra persone. Mentre invece si ha sempre l’idea di creare una formula magica, un linguaggio meccanico che si crea sulla base di calcolo. In questo senso il digitale non sta aiutando, perché il digitale dà l’illusione della quantità. Mentre il punto oggi è il contenuto, la condivisione di valore.”

    Giuseppe Mazza
  • “Siamo editori 2.0. Una nuova generazione di imprenditori che è andata molto oltre la progettazione e la pubblicazione di una rivista. Facciamo progetti trasversali, che comprendono ogni area della comunicazione.”

    Nicola Leonardi
  • “I contenuti di una rivista nuova? Un mix di creatività a 360°. Il genio la scintilla. In tutti i settori: nel design, nel progetto, nella tecnologia. Invitando esperti e giornalisti a uscire dal proprio seminato, a scrivere di quello che conoscono di meno.”

    Roberta Busnelli
  • “La mia rivista immaginaria si chiama Monster. È stata progettata con altre colleghe appassionate fra i fumi del Bar Basso. È un progetto visionario e autoreferenziale: fantasticavamo di scegliere i contenuti liberamente, senza altri parametri che quelli personali. E naturalmente si trattava di un progetto aperto ad altri autori, non necessariamente del settore.”

    Maddalena Padovani
  • “Difficilmente riusciamo a comunicare la bellezza del progetto al lettore comune, scegliamo quindi di parlare della forma, dell’estetica. Lavoriamo sull’accessibilità della notizia.”

    Paola Carimati
  • “Ho assistito a una crescita esponenziale di progetti indipendenti su carta, che secondo me sono molto legati al piacere di progettare un prodotto cartaceo. Alcune di queste riviste sono durate un numero, ma evidentemente c’era un’esigenza di portare avanti una ricerca in modo autonomo e cercando la propria voce.”

    Matteo Ghidoni
  • “C’era un tempo in cui sui quotidiani si esprimeva la meglio intellighenzia. Questo dovrebbe essere uno dei terreni da riagganciare: quello dei pensieri che provengono da metodologie e ambienti di ricerca non direttamente collegate al settore.”

    Chiara Alessi
  • “La mia rivista ideale? Un collettore di contenuti, super selezionato e autogenerato, che punta alla sintesi per combattere la dispersione.”

    Giorgio Tartaro
  • “Cosa voglio dalla carta stampata? Che sia autoriale, quanto dipiù simile a un libro, che mi spieghi qualcosa e non sia solo una carrellata infinita di immagini.”

    Virginio Briatore
  • “L’autorialità, che per molto tempo è stata il punto di forza di tutti i prodotti editoriali, mai come oggi è ritornata ad essere importante. Scelgo di seguire una persona fra mille e so che da quel canale arriverà lo spunto, il taglio giusto, quello che mi interessa davvero.”

    Donatella Bollani
  • “Emotional labour: l’investimento emozionale nel lavoro. Pubblicità e media hanno creato un mantra: faccio il lavoro più bello del mondo. Un pensiero che si è generalizzato dopo la crisi del 2007. Oggi è l’infrastruttura emotiva di tutto il mercato del lavoro e non credo che sia un bene.”

    Bertram Niessen
  • “Tutti i giorni vedo germogliare nuove idee dagli incontri informali. Il futuro molto presente è far lavorare le persone su obiettivi. Ci saranno settimane in cui non starai mai in ufficio e settimane in cui invece sarà necessario stare in mezzo ad altri.”

    Alessandro Rimassa
  • “Credo davvero che i meccanismi dell’impresa sociale possano ribaltare le sorti delle associazioni no profit, per portare aiuto e sostegno con costanza. Crediamo davvero che in questo settore si possa fare la differenza producendo profitto.”

    Francesca Fedeli
  • “Se puoi aiutare qualcuno, cambiare la vita di qualcuno e non lo fai, sei davvero nei guai. Nel sociale anche esiste un prodotto: un sorriso, la salute di una mamma, il posto di lavoro per un ragazzo che ha lavorato molto per riuscire a rifarsi una vita.”

    Paolo Colonna
  • “Sono a chiamato ogni mattina a vedere il mondo un po’ più bello, a mettere il mio piccolo mattoncino. Senza l’obiettivo di creare un ecosistema di opportunità e competenze, perdo il senso del mio lavoro.”

    Carlo Mango
  • “È l’uomo che ha inventato il lavoro. Condividiamo questa particolarità con api e formiche. Penso che riguardi, nel nostro caso, la passione e la voglia di esprimere delle qualità: lo straordinario di cui siamo capaci.”

    Davide Longoni
  • “Nella cucina ci vuole tempo, anche quando non ne hai. Per dare quella profondità di cui parlavo prima. E’ un esercizio zen, una meditazione. Guardare la tua cosa che cresce, un ingrediente alla volta, col proprio tempo. C’è un metodo, ma c’è anche una padronanza che si costruisce con l’esperienza.”

    Eugenio Roncoroni
  • “Noi siamo cresciuti con i maestri. Ci bastava guardare per rimanere incantati. Ci chiedevamo il perché di ogni gesto e ne trovavamo le ragioni ripetendolo, copiandolo. Oggi ci sono tante distrazioni e la capacità di concentrarsi è poca. E, forse, noi non siamo capaci di insegnare.”

    Sandra Ciciriello

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#7 – Progettare gli spazi

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L’ufficio, riassumendo quello che è stato più volte detto da diversi ospiti, è un luogo ibrido, quanto più possibile fluido e flessibile. È lo specchio di come è cambiata la relazione fra organizzazioni e lavoratori in questi anni.

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#6 – Raccontare Storie

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On The Hub #6 Raccontare Storie si focalizza sul tema della narrazione. Cosa e come si raccontano le storie oggi. Quali parole si usano. Come è cambiata la relazione fra le persone e fra le persone e i marchi.

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#5 – News Breaking

Abbiamo chiamato una decina di giornalisti, critici, direttori di riviste, cronisti e anchor man che si occupano di progetto e design da molti anni. Abbiamo chiesto loro di inventarsi una testata. Alla fine è stata chiara una cosa: l’editoria è viva, viva l’editoria!

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